4 Maggio, 2006...8:00

Lo Spezia in B e lo scudetto del 44

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dedicato al Peppino Silvano ****************************** Il ritorno dei pompieri Lo Spezia riconquista la serie B bruciando i rivali del Genoa e ricordando lo scudetto del ‘44 Simone Pieranni (dal manifesto del 3/5/06) Una promozione in serie B nell’anno del centenario. Meglio di così per gli spezzini non poteva andare: primi, promossi con una giornata di anticipo e, massima soddisfazione, davanti al carrarmato Genoa, squagliatosi nelle ultime giornate e ora costretto ai play off. Con il pareggio di domenica a Padova, i bianconeri salutano la serie C e tornano in cadetteria dove le maglie bianche spezzine (originariamente il colore sociale era l’azzurro) non si vedevano dal campionato 1950-51. Una squadra e una città in festa, a distanza di cent’anni da quel dicembre del 1906, quando il banchiere svizzero Hermann Hurny, con alcuni amici, fondò lo Sport Club Spezia. All’inizio si giocava contro i marinai francesi di passaggio, poi nel 1911 arrivò l’affiliazione federale. Il primo gol in partite ufficiali fu realizzato dal capitano Alberto Picco, morto durante la Prima guerra mondiale a soli 20 anni. Lo stadio dove gli aquilotti quest’anno non hanno mai perso né perdonato, porta ancora il suo nome. «Lo amplieremo», ha subito promesso il presidente Giuseppe Ruggieri, che l’anno scorso acquistò l’intero pacchetto azionario dello Spezia. Fino a quel momento il 30% era di Massimo Moratti, che aveva scelto Spezia come approdo per i giovani nerazzurri. Un legame che è comunque rimasto. «Da Massimo Moratti, Giacinto Facchetti e da tutta F.C. Internazionale un grande e sincero applauso alla società ligure del presidente Ruggieri», si sono affrettati a scrivere dalla Milano nerazzurra. Un’amicizia che a La Spezia sperano possa portare qualche rinforzo in prestito per un campionato di B all’altezza della storia della società. Nel palmares bianconero infatti c’è anche lo scudetto del 1944 attribuito definitivamente alla città ligure solo nel 2002. Si tratta di «titolo onorifico che può anche essere messo come fregio sulle magliette». Detto fatto, sulle casacche dello Spezia campeggia proprio quello scudetto conquistato dalla squadra dei Vigli del Fuoco della città nel campionato di guerra dell’Alta Italia. Erano in parte atleti inquadrati per evitare la chiamata alle armi. Andavano in trasferta a bordo di una vecchia autobotte riadattata e a causa dei bombardamenti furono costretti a giocare le partite casalinghe a Carpi. Nel luglio del ‘44 vinsero le finali del campionato, pareggiando col Venezia e superando 2-1 all’Arena di Milano il primo grande Torino. Allenatore di quella squadra era l’ex campione d’Italia con la maglia del Genoa, Ottavio Barbieri (il cui nome ora rappresenta una frangia del tifo genoano), che rivoluzionò anche la tattica calcistica. Sulle orme del tecnico inglese Garbutt conosciuto al Genoa, adottò infatti per la prima volta il «mezzo sistema» (ovvero l’uso del libero) e guidò un gruppo di pompieri sconosciuti al successo sul club di Valentino Mazzola.

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